|
1972
|
|
venerdì, marzo 30, 2007
Macellai di tutto il mondo, unitevi. E' tutto vero. E' successo all'ultima sessione della nuova Commissione per i Diritti Umani dell'ONU, un palcoscenico privilegiato per il delirio di despoti e razzisti, una tribuna vietata solo a chi la dignità umana prova a difenderla davvero. Guardate e soprattutto ascoltate attentamente questo video che in sette devastanti minuti illustra la tragedia del più antidemocratico carrozzone burocratico dei nostri tempi. Di tutti i tempi.
(Grazie a Daw che, non essendo più in TocqueVille, non vedrà riprodotto il suo post. Seguite i link).
L'agonia. Mentre il Guardian chiama alla destituzione (seppur morbida) di Mugabe, i capi di stato africani dimostrano che sarà difficile fare qualcosa per il continente dimenticato finché il continente dimenticato non comincerà a fare qualcosa per se stesso:
Southern African leaders Thursday emerged from a conference in Tanzania's capital allied with embattled Zimbabwe President Robert Mugabe and calling for the lifting of all sanctions against his government. A joint communique issued by the 14 SADC leaders reaffirmed the group's solidarity with Zimbabwe's government and people, and mandated that South African President Thabo Mbeki continue his efforts to facilitate dialogue between Zimbabwe's opposition groups and the government. La menzogna che copre le spalle ai codardi alla Thabo Mbeki sta tutta in quella crasi fra governo e popolazione.
L'umiliazione. L'assoluta e ormai definitiva incapacità dei MSM di mezza Europa di raccontare la politica internazionale rende estremamente difficile all'opinione pubblica capire la portata della crisi aperta dal sequestro dei quindici soldati britannici ad opera di Teheran. L'umiliazione cui i militari sono sottoposti è nei fatti il tentativo di umiliare una nazione, la Gran Bretagna, poco abituata a sopportare simili pagliacciate a lungo, e con essa l'intero occidente in lotta contro il terrorismo. In questo senso, mentre gli appelli di circostanza dell'Europa sanno come sempre di resa, il silenzio di Washington ha il sapore dell'attesa. Difficile che Ahmadinejad possa uscire da questa storia senza conseguenze. L'ennesima sfida della mafia fondamentalista potrebbe aver accorciato drasticamente i tempi della liberazione dell'Iran.
P.S. A presente e futura memoria: secondo i nipotini di Kissinger, l'Iran è l'alleato naturale dell'occidente. Devono averlo letto da qualche parte. giovedì, marzo 29, 2007
La confusione dei diritti. Splendido articolo dell'Economist sulla credibilità smarrita dai professionisti dei diritti umani (Amnesty su tutti) nel mare dell'indistinzione. Di passaggio una lezione sulla concezione liberale dei diritti contrapposta a quella social-populista. Da leggere nelle scuole, se vivessimo in paesi civili:
Amnesty International (...) some years ago it decided to follow intellectual fashion and dilute a traditional focus on political rights by mixing in a new category of what people now call social and economic rights. Food, jobs and housing are certainly necessities. But no useful purpose is served by calling them “rights”. When a government locks someone up without a fair trial, the victim, perpetrator and remedy are pretty clear. This clarity seldom applies to social and economic “rights”. It is hardly an accident that the countries keenest to use the language of social and economic rights tend to be those that show least respect for rights of the traditional sort. The rulers of Cuba and China habitually depict campaigns concentrating on individual freedoms as a conspiracy by the rich northern hemisphere to do down poor countries. It is mightily convenient, if you deprive your citizens of political liberties, to portray these as a bourgeois luxury. And it could not be further from the truth. For people in the poor world, as for people everywhere, the most reliable method yet invented to ensure that governments provide people with social and economic necessities is called politics. That is why the rights that make open politics possible—free speech, due process, protection from arbitrary punishment—are so precious. Insisting on their enforcement is worth more than any number of grandiloquent but unenforceable declarations demanding jobs, education and housing for all. Speditelo magari alla redazione del Corriere.
Alto sviluppo umano. Questa, secondo il WWF e - si suppone - anche secondo il Corrierino che riporta senza batter ciglio, la situazione nella prospera e felice Isla Grande:
Del recente interesse di Castro per le questioni ambientali aveva parlato a inizio febbraio il presidente venezuelano Hugo Chavez. «Sta facendo un master sul cambiamento climatico, e penso che ne sappia più di molti scienziati» aveva raccontato Chavez. Pochi mesi fa il Wwf ha dichiarato Cuba l'unico paese del mondo che combina un alto sviluppo umano (riconosciuto in relazioni annuali elaborate dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo) e un'adeguata sostenibilità ambientale. L'isola della «revolucion» sarebbe dunque l'unico Paese del mondo ad aver realizzato uno sviluppo ecologicamente sostenibile. Come si possa scrivere un periodo del genere senza porsi nemmeno una domanda è già di per sé un fatto che dovrebbe togliere ogni dubbio sullo stato di coma irreversibile della stampa italiana. C'è gente che prende uno stipendio per queste marchette da ignoranti. Che poi il tutto sia inserito all'interno di un articolo dai toni a dir poco apologetici sul ritorno del fantasma di Castro in chiave anti-Bush, aggiunge al meraviglioso affresco quella cornice ideologica che rende ormai il più delle volte indistinguibile il Corriere della Sera da Granma. mercoledì, marzo 28, 2007
La replica. Difficile dopo aver visto il video della soldatessa britannica sequestrata dagli ayatollah non pensare alle analoghe immagini di ostaggi occidentali in mano al deposto e defunto Saddam Hussein. La ragione e l'analisi dicono che un attacco all'Iran è ancora assai improbabile ma in politica - anche se alcuni si ostinano a farne una scienza esatta - contano anche i fattori emozionali. Il velo, il copione da recitare a memoria, lo sguardo spento, l'autoaccusa. La sensazione di déjà vu suggerisce che tutto è possibile perché alla fine i regimi criminali nelle relazioni internazionali tendono sempre a comportarsi come tali. Alla natura non si comanda.
lunedì, marzo 26, 2007
Gira il mondo gira. Bisogna stare un po' più attenti a come si allevano i ragazzi.
venerdì, marzo 23, 2007
Discutere dopo. Sulla destra becera e sui suoi giornali di riferimento (anche se occorrerebbe fare più di una distinzione) siamo d'accordo. Ognuno, d'altronde, ha gli opinion leaders che si merita. Quando nemmeno per sbaglio si riesce ad esprimere una strategia di opposizione coerente o un progetto politico minimamente convincente, d'altronde, un motivo ci sarà.
Dove non ci s'incontra più, invece, è su quel discutere dopo. Dopo che cosa? Decontestualizzare il rilascio di Mastrogiacomo per gioire in santa pace del suo ritorno si può fare, ovviamente, ma non spiega nulla e soprattutto assomiglia tanto a quei no alla guerra troppe volte urlati in faccia alla realtà. Ogni nuovo dettaglio che emerge nonostante l'autocensura (becera) dei media educati, parla di un'operazione dai risvolti politici inquietanti, parla di un paese svenduto ai santoni del pacifismo e dell'estremismo, parla dell'abdicazione di un governo dalle proprie responsabilità verso gli alleati e verso l'opinione pubblica (inane). Di cosa, esattamente, dovremmo gioire? Di che cosa andare orgogliosi? A quando e perché rimandare l'analisi dei fatti? L'importante è la pace, ripetono tutti i giorni dai loro megafoni i populisti al potere nella Spagna convertita in un'Emergency permanente. Non è un bello spettacolo, Domenico dovrebbe saperlo. E' l'inganno di sempre e se c'è una cosa che un liberale deve fare è provare a smascherarlo. TocqueVille, per esempio, stavolta ci sta riuscendo alla grande dimostrando che oltre la destra becera e la sinistra reazionaria un po' di luce si vede ancora perfino in questo paese straziato dal conformismo.
Salviamo Knut (dai suoi amici). Questo invece non diciamo chi ce l'ha segnalato perché tanto non ci credereste. In ogni caso è un ottimo esempio di come l'ideologia sia la tomba della ragione:
Ma alcuni animalisti si sono dichiarati contrari alle cure che lo zoo tedesco rivolge al piccolo orso dicendo che questo atteggiamento rischia di far allevare Knut come un essere umano e non come un animale, e che lo zoo non deve più salvare cuccioli di animali. "Tenere in mano un orso polare non è corretto anzi rappresenta una vera e propria violazione dei diritti degli animali", ha scritto il quotidiano tedesco Bild citando l'animalista Frank Albrecht. "Infatti il cucciolo dovrebbe essere lasciato morire", ha aggiunto. La versione a quattro zampe de la democrazia non si esporta.
Il blog e l'arte dell'asserire. Su invito di Windrosehotel, per una volta parliamo di blog come concetto. Roberto Piccoli osserva
(...) una netta prevalenza di bloggers che si dimostrano ansiosi—anche giustamente, sia chiaro—di suggerire, proporre e talvolta tentare perfino di imporre, per lo più in maniera argomentata (per fortuna!), delle risposte. Pochi sollevano dubbi, pongono domande, esprimono una volontà di ricerca, prima di mettere in circolazione il proprio punto di vista. Questa non mi sembra una cosa buona. E' certamente vero che il porsi domande è determinante, ma il blog è nato anche per provare a dare qualche risposta. Ovviamente nelle posizioni nette e apparentemente definitive non si dovrebbe vedere l'affermazione di una verità assoluta e indiscutibile, quanto piuttosto la sintesi di un processo a monte del quale ci sono tante, tantissime domande e alla fine del quale si trova un tentativo di risposta, frutto spesso di ricerca, di studio, di approfondimento. Credo che la funzione pedagogica si eserciti anche così: proponendo una interpretazione della realtà chiara, che il lettore può far sua o respingere. Molte volte il dubbio rischia di diventare un fine in sé (perfino deresponsabilizzante) più che un invito ad una reale riflessione. Il blogger deve assumersi anche la responsabilità di dichiararsi e di esporsi, ogni volta che scrive. Qui almeno la si vede così. E anche un po' la vita. mercoledì, marzo 21, 2007
La piccola potenza della minchia. Difficile definire con parole più appropriate il senso della politica estera dei guitti della sinistra di governo (e delle sue delegazioni afghane). Per chi non si accontentasse, qui la versione di Cantor e Captain's Log. Molto altro su TocqueVille che quando si ricorda di fare informazione diventa imbattibile.
P.S. Voci in dissenso. Ma stavolta a voler essere più papisti del Papa si rischia di prendere una grossa cantonata. Almeno questa è la sensazione alla luce dei (pochi) fatti e dei (molti) precedenti che si conoscono. lunedì, marzo 19, 2007
Intellettuali di sinistra all'opera. Antecedenti qui.
Fare l'amore col dittatore. Un altro passo avanti sulla strada del compromesso. Un altro passo indietro sulla strada della democrazia, dei diritti e della sicurezza collettiva:
The United States has agreed to release $25 million in North Korean funds frozen in a Macau bank, removing an obstacle that had threatened to again stall disarmament negotiations with North Korea that began Monday. "North Korea has pledged within the framework of the six-party talks that these funds will be used solely for the betterment of the North Korean people, including for humanitarian and education purposes," U.S. Treasury official Daniel Glaser told reporters in Beijing. Semplicemente patetico. domenica, marzo 18, 2007
Oltre Nicolosi. Ognuno ha i suoi Risé (riveduti e corretti):
Pity the poor fetus. There's a lot coming its way. And now there's talk on a conservative evangelical blog of a hypothetical hormone patch that an expectant mother might wear to eradicate her fetus's natural gayness. On his blog, Mohler wrote that the search for a biological cause of the "disorder" could also lead to a "cure." In the interview, however, he distanced himself from the "therapeutic language of a 'cure' " and spoke instead of "salvation through Christ." Homosexual behavior is sinful, he said, whether based in nature or nurture. Son bei momenti.
Il bolívar pesante. Inflazione? Ci pensa Hugo.
Iraq oggi. Certo, a leggere Corriere o Periódico, uno rischia di non saperlo. Per i pochi che l'hanno saputo da sempre invece, nessuna sorpresa.
P.S. Loro ovviamente se ne fregano. Anche perché continuano a raccontargliela così. La più grande deriva mediatica della storia contemporanea.
Il re taumaturgo. Una visione in sogno e il presidente del Gambia si trasforma nel guaritore dei malati di AIDS grazie a un cocktail di erbe miracoloso:
His concoction has stirred controversy and anger among health officials who say the president's claims will bring false hope to the nation's more than 20,000 HIV/AIDS patients. They are also afraid that it could cause patients to stop taking the anti-retroviral drugs that have been proven to prolong life and improve quality of living. One critic was Fadzai Gwaradzimba, the U.N. envoy to Gambia. She was abruptly kicked out of the country after saying on February 9 that patients should continue their normal treatment and that Jammeh's concoction be "assessed by an international team of experts." Jammeh, 41, is a former army colonel who has no formal medical training. He wears white robes and carries a copy of the Quran with him in this mostly Muslim nation. La falsa speranza, per il momento, sembra diffondersi tra la popolazione: At the hospital in the capital, patients claim the president's concoction is making a difference to them. Patient after patient gave similar statements to CNN. But it was difficult to verify the authenticity of their testimony. The government claims to have scientific evidence, but it did not provide any to CNN. E il governo ci ricama: Gambian Health Minister Tamsim Mbowe, a trained physician with multiple medical degrees, defended the so-called herbal cure. "I can swear, 100 percent, that this herbal medication His Excellency is using is working. It has the potency to treat and cure patients infected with the HIV-virus," he told CNN. Ovviamente saremmo felici di sbagliarci. Ma questo medioevo della scienza e della politica è da sempre la spada di Damocle sul futuro del continente dimenticato. sabato, marzo 17, 2007
Risé raddoppia. Non pago del successo ottenuto con la prima edizione del manuale della razza, l'intellettuale di riferimento della destra dura e pura, quella dei tavoli sollevati, torna sull'argomento che tanti simolanti spunti di riflessione sta regalando al dibattito socio-culturale: la dimostrazione scientifica che i gay sono malati. Perché Risé gli scienziati li ascolta, perché Risé il metodo lo conosce come le sue tasche, mica come quei poveracci che, imbevuti di ideologia, rifiutano l'equazione di cui sopra.
D'altra parte che volete fare quando un omosessuale profondamente infelice chiede aiuto allo psicoterapeuta (e perché non allo psichiatra?) per lenire il suo dolore? Vorrete mica negare l'ascolto al paziente? Siete fuori strada: Risé non è omofobo, Risé solo riporta, come ci hanno spiegato in tanti, dentro e fuori TocqueVille. Riporta - l'intellettuale di riferimento - di un disagio insopportabile che solo i Nicolosi, o quelli come lui, saprebbero capire e risolvere. Benefattori. Il loro approccio è strettamente scientifico, perché loro dell'ideologia (del momento) che vuole i gay qualche volta addirittura felici (blasfemia) non sanno proprio che farsene. Serve piuttosto una via d'uscita, come insegnano pure i lama tibetani, profondi clinici anch'essi, mica ideologi da quattro soldi bucati. Il finale è col botto: Ma allora quelli che dicono che parlare di cure è fuorviante, sempre? Sono ideologi e non clinici. Come gli scienziati del Terzo Reich, che mandavano gli omosessuali nelle camere a gas perché “dovevano” essere malati, sempre. Scienziato è chi pensa con la propria testa, guardando la vita e ascoltando gli affetti, non agitando un libretto dove c’è scritto cosa devi pensare. Scienziati-pappagalli dell’ideologia del momento, il secolo scorso ce ne ha forniti fin troppi. Impossibile obiettare ad una logica tanto stringente: i nazisti siamo noi che i froci non li vogliamo curare. Li lasciamo morire così. martedì, marzo 13, 2007
Dedicato.
Il mondo che vi pare di catene tutto è tessuto d'armonie profonde (Sandro Penna - Moralisti) domenica, marzo 11, 2007
La Spagna dissociata. Ricordato che oggi fanno tre anni dal massacro che cambiò la storia di questo paese, alcune brevi riflessioni sulla manifestazione di ieri. E' rassicurante constatare che almeno una parte dell'opinione pubblica trova la forza di reagire allo scempio che il governo Zapatero sta facendo dello stato di diritto. La scarcerazione del pluriomicida de Juana Chaos (un personaggio che ha orgogliosamente dichiarato di brindare con champagne ogni volta che ETA fa fuori qualcuno) è un atto talmente vigliacco da rappresentare il punto più basso dell'intero mandato dei socialisti post-11 marzo. Insultando ancora una volta le vittime del terrorismo Zapatero apre le porte al ricatto perenne dei carnefici. La decisione non è solo ingiusta moralmente ma criminale politicamente. Ma tutto questo non contiene in sé elementi di novità, è solo la naturale conseguenza di un'azione di governo volta allo smantellamento del patto costituzionale che dal 1978 regge(va) le sorti della nazione e regola(va) i rapporti tra forze democratiche.
Di nuovo c'è invece la scelta della piazza da parte dell'unico partito di opposizione. E qui si aprono diverse letture: da una parte una prova di forza necessaria in questo momento; dall'altra la dimostrazione di un'incapacità di contrastare l'esecutivo sotto il profilo strettamente istituzionale e soprattutto mediatico. La protesta è vitale in democrazia. Ma il susseguirsi di manifestazioni e contromanifestazioni indica una frattura grave nel tessuto sociale della nazione. Non tarderà, presumibilmente, una risposta della sinistra di governo dello stesso tenore, volta a dimostrare che la maggioranza sta con Zapatero. E il vero problema è che la realtà potrebbe proprio essere questa. Farebbe male il Partito Popolare a credere che la marea umana di ieri (e quelle che hanno riempito Madrid in molte precedenti occasioni) indichino una inversione di rotta nella coscienza politica degli spagnoli. Il peggior governo della democrazia, nonostante tutto, può contare su un imponente apparato di manipolazione del consenso. L'ottimo Paolo pecca di ottimismo quando scrive che l'esperimento Zapatero finirà presto. Vale la pena ricordare che il 10 marzo di tre anni fa non si pensava nemmeno che avrebbe potuto cominciare. giovedì, marzo 08, 2007
Bevo a una casa distrutta. Anna Akhmatova e la tragedia russa del XX secolo raccontate in poche splendide righe da Clive James.
Bevo a una casa distrutta, alla mia vita sciagurata, a solitudini vissute in due e bevo anche a te: all’inganno di labbra che tradirono, al morto gelo dei tuoi occhi, ad un mondo crudele e rozzo, ad un Dio che non ci ha salvato. sabato, marzo 03, 2007
Le vite degli altri. L'assenza di ogni speranza e la storia di "un uomo buono". Il tormentato risveglio di una coscienza in una società a encefalogramma piatto. DDR, 1984, la Stasi, una coppia di artisti e il funzionario della polizia segreta incaricato di spiarli giorno e notte. Ingredienti per un capolavoro.
venerdì, marzo 02, 2007
L'Italia arriva sempre dopo. Non solo Spagna. I progre si assomigliano tutti:
Prima un'associazione spagnola per la difesa delle donne, poi Amnesty, ora la Cgil. E infine anche un gruppo di 13 senatori. Si allarga il fronte di chi si schiera contro la pubblicità di Dolce e Gabbana e sottolinea che i due stilisti dovrebbero chiedere scusa a tutte le donne. Se si entra nel merito di un'opera d'arte, se si discute della liceità di un'immagine a partire dal suo messaggio, «allora bisognerebbe chiudere anche il Louvre - aveva detto Stefano Dolce durante la polemica per la stessa pubblicità in Spagna - e la maggior parte dei musei del mondo». Troppo difficile, non perdete il tempo.
Fenomenologia del realista alle vongole/2. Altro giro, altra marchetta digitale, altro invito a cena. Apodittici quanto basta, ideologici fino al midollo proprio mentre rivendicano la loro indipendenza di giudizio ad ogni scarabocchio. Capaci di elaborazioni intellettuali sublimi:
Concludo ricordando con piacere quanto sostenuto in questi mesi e accogliendo con soddisfazione questo auspicato e necessario cambio di rotta in senso realistico che certamente aiuterà gli Stati Uniti ad uscire dal vicolo cieco mediorientale dell'esportazione della democrazia. Vicolo cieco. Ognuno ha i suoi Diliberto. Il tutto in diretta su quello che dovrebbe (doveva) essere l'aggregatore dei blog liberali. Il finale sotto dettatura strappa l'ovazione delle massime autorità. Senza sacrificare i valori, che scherziamo? Bravi. Avanti il prossimo. Yawn. giovedì, marzo 01, 2007
Fenomenologia del realista alle vongole. Se la cantano, se la suonano e si fanno il verso da soli. Riuniti attorno al focolare del sito più noioso della rete scrivono lo stesso articolo da anni, cambiando solo la firma. Stavolta il testimone tocca a tal Phastidio che si mette d'impegno per strappare l'invito a cena dei dotti colleghi aspiranti ai salotti diplomatici nonché fondatori del suddetto sbadiglio digitale. Molte puntate ma sempre lo stesso messaggio: democrazia e libertà sono dettagli della storia, anche piuttosto molesti. Poi per non sembrare, ogni tanto mollano una scoreggia alla candeggina:
senza sacrificare i valori fondamentali in cui crediamo in quanto democrazie occidentali E giù a darsi di gomito ogni volta che un despota tiene duro. Senza sacrificare, ci mancherebbe. A loro basta quello per sentirsi grandi. Non facessero paura, farebbero tenerezza. |
A Fabio.
A Luisa. ![]() ![]()
![]() Asia e dintorni Normblog |