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mercoledì, febbraio 28, 2007 martedì, febbraio 27, 2007
Gli ordinati. Concetti e linguaggi da manuale della razza. A leggere Claudio Risé viene da pensare alla riunione di redazione in cui si è preparato l'ultimo numero de Il Domenicale. Tutti quegli uomini veri attorno al tavolo, sigari e whisky e una sola missione: spiegare ai lettori che gay non è bello, anzi andrebbe curato. Tutti in fila, dritti e ordinati, contro il disordine. Un'erezione di ignorante normalità sotto quei tavoli.
Non ditelo a Zapatero.
P.S. Ma nemmeno a Jimmomo. venerdì, febbraio 23, 2007
Il continente nero (ma un po' meno oscuro). Con tutte le cautele del caso - stiamo pur sempre parlando della Reuters - questo notiziario dedicato esclusivamente all'Africa è cosa buona e giusta.
Il web secondo Mubarak. Quattro anni al blogger egiziano Abdel Kareem per offese alla religione e al presidente. Le radici della repressione sono ben salde in medioriente. Speriamo che i realisti alle vongole non facciano indigestione nel brindisi di stanotte.
Non siamo mica gli americani. Se questo succedesse oltreoceano i corrierini ci aprirebbero per una settimana. Invece:
European governments are preparing legislation to require companies to keep detailed data about people’s Internet and phone use that goes beyond what the countries will be required to do under a European Union directive. Continuate a leggere il racconto della nostra intrinseca superiorità.
Tornare indietro. Oggi è il giorno di Dolce e Gabbana che trovano la voglia e pure il coraggio di chiamare per nome la censura progre del politicamente corretto, che ha cassato la loro campagna pubblicitaria:
Los diseñadores han anunciado que retirarán únicamente las fotos de la campaña del mercado español y han reconocido que con esta polémica "España se ha quedado un poco atrás". La Spagna è rimasta indietro, dicono. Sarebbe più corretto dire che è tornata indietro. Ma bravi lo stesso. giovedì, febbraio 22, 2007
I futuri editorialisti del Corriere. Quando vedi le belle speranze del realismo (all'italiana) esultare per quello che loro chiamano
il fallimento del disegno di democratizzazione in Medio Oriente o i nuovi cremlinologi (sempre all'italiana) attingere al verbo di uno statista del calibro di Pat Buchanan per convincere i lettori della bontà delle loro opinioni certe chicche di Buchanan non possono non essere raccolte non hai bisogno di scavare molto per scoprire cosa nasconda davvero quella spessa coltre di citazioni e rimandi.
A futura memoria. L'ha detto l'ONU. L'O-N-U.
De profundis. Purtroppo - purtroppo - l'agonia radicale continua.
Resta sempre ZP. domenica, febbraio 18, 2007
Intatto. Non c'è realtà che lo tocchi.
venerdì, febbraio 16, 2007
Tragedia di classe. Dal Corrierino (sempre più militante):
Operaio muore per lo scoppio di una bomba. Un operaio, Francesco Misciasci, di 55 anni, è morto a Torano Castello, nel cosentino, a causa dello scoppio di una bomba. (...) alla sua automobile che aveva lasciato parcheggiata nella zona per recarsi al lavoro. Misciasci aveva lasciato l'auto sul posto e si era recato al lavoro insieme ad alcuni colleghi (...) L'ordigno si trovava fuori l'automobile dell'operaio. La morte dell'operaio, che è rimasto dilaniato, è stata istantanea. Il tutto in quindici righe. giovedì, febbraio 15, 2007
Il peggiore di tutti i tempi (sempre dopo ZP). Signori, Chirac:
El presidente francés, Jacques Chirac, considera que el descubrimiento de América "no fue un gran momento de la Historia" y, por tanto, no es susceptible de ser celebrado, al tiempo que atribuye a los vikingos y no a Cristóbal Colón ese hallazgo. La polémica frase está en un libro basado en entrevistas a Chirac escrito por el periodista de izquierdas Pierre Péan y que saldrá a la venta el sábado, aunque algunos medios franceses se han hecho eco de varios extractos. Manca poco. mercoledì, febbraio 14, 2007
Uno per tutti. Free Kareem.
martedì, febbraio 13, 2007
Venticinque volte assassino. Ma per la giustizia spagnola questo non basta a fare delle sue minacce una questione di terrorismo. Adesso decide Zapatero, cui i giudici del Supremo hanno reso il servizio richiesto. Ci vuole impegno per ridurre uno stato di diritto a simili abissi di perversione. Ci han messo solo tre anni. E non è finita qui.
Balle nucleari. Sarà la ventesima volta che Pyongyang la dà a bere a tutti. E tutti, a cominciare da Washington per finire con i peaceful media, ci cascano così beatamente che è un peccato che presto debba suonare di nuovo la sveglia della realtà ad interrompere il sogno della diplomazia dello struzzo. L'ultima illusione durò meno di ventiquattro ore. Ma forse adesso battiamo il record.
giovedì, febbraio 08, 2007
La destra areligiosa. Ieri Christian Rocca e il blog dell'Economist si facevano praticamente la stessa domanda:
But perhaps someone who knows polls can explain why Mr Giuliani and John McCain continue to dominate every poll of Republicans? The Fox, Time, CNN, ABC/Washington Post, Gallup and Zogby polls all say the exact same thing: these two, both famous for not exactly cuddling up to the evangelical base, are leagues ahead of the likes of Sam Brownback and Mitt Romney in the minds of Republican voters. Che grande paese è l'America. mercoledì, febbraio 07, 2007
Tutto vero. Kim Jong Il ha vinto il premio Kim Il Sung per la pace.
martedì, febbraio 06, 2007
Che tempo fa. Due uomini, una missione:
El presidente del Gobierno, José Luis Rodríguez Zapatero, ha dicho que el cambio climático es "el reto más importante de la humanidad", después de reunirse durante casi una hora y media con el ex vicepresidente de Estados Unidos Al Gore, en el Palacio de La Moncloa. Tras la reunión, que se celebró en el edificio del Consejo de Ministros, Zapatero explicó que ambos habían "compartido la situación de emergencia que vive la civilización" a causa del cambio climático. Asimismo, Zapatero dijo que "el Gobierno va a poner a disposición de nuestros centros escolares esa película tan importante y necesaria para mentalizar a todos", en referencia a la producción cinematográfica de Al Gore sobre el cambio climático, titulada "Una verdad incómoda". Domani inizia il dialogo con l'effetto serra. domenica, febbraio 04, 2007
Han fatto goal. Dal Corrierino:
Bagdad, strage in un mercato: 127 morti. L'attentato è stato messo a segno nel quartiere sciita di Sadriyah, nel centro della capitale irachena. La zona era molto affollata. L'autore della rete si è poi suicidato per la gioia.
Vita intelligente su Marte, Giove e Saturno. Ma non era l'uomo il responsabile di tutto questo?
sabato, febbraio 03, 2007
Le crepe/2. Altre riflessioni sulla violenza. Beccantini:
Lasciamo perdere gli Europei e il business relativo. Curiamoci. Siamo malati terminali. Penso alle famiglie di Licursi e Raciti, ai parenti degli altri caduti in nome e per conto della degenerazione sportiva. Le inchieste stabiliranno le responsabilità. Chi ha cominciato, chi ha reagito, i motivi dell’ingresso ritardato degli ospiti. Siamo campioni del Mondo e di scandali. Siamo violenti di natura, perché nessuno ci ha insegnato che perdere non costituisce un’onta. Interroghiamoci pure. E riflettiamo. A un patto, però: di non considerare più un’eccezione la notte, italianissima e vergognosissima, del Cibali. Jimmomo: Non dobbiamo commettere l'errore di attribuire allo sport un fallimento che è di uno Stato, di un modello di società in cui la responsabilità non è mai individuale, ma sempre di tutti e quindi di nessuno, di un'idea marcia della democrazia, in cui l'autorità è delegittimata e intimidita in partenza, perché metti il caso che stasera si fosse torto un capello a uno di quei teppisti... Le Guerre Civili (appunto): Poi si è arrivati a questa tragedia di Catania, con la Melandri che casca dalle nuvole, come se non fosse responsabile istituzionale, come se sapesse di calcio, come se la sua sola preoccupazione non fosse stata quella di liquidare il gruppo di Moggi, invece di liquidare le migliaia di ladri che muovono milioni nel mondo del calcio (presidenti di squadrette inesistenti, assessori...), e le decine di migliaia di ragazzi-picchiatori convinti di avere legittimità sociale e politica nel "ribellarsi" e combattere dentro e fuori dagli stadi. Ma fra due giorni passa tutto. Nemici come prima.
Le crepe. Un anno fa non c'era e tutti a parlarne: esperti, commissioni, politicanti. Oggi c'è ma nessuno ne parla più: né esperti, né commissioni, né politicanti. Gli allarmi sociali ormai seguono tempi diversi da quelli della realtà e vengono accesi e spenti a seconda delle priorità delle classi dirigenti o mediatiche. Pensare che viviamo nel meno insostenibile dei sistemi (quello democratico) non è, in questo caso, una consolazione, semmai un'aggravante. Sempre più si ha la sensazione che democrazia e società aperta siano argini contro la degenerazione, come tali indispensabili ma pur sempre fragili. Se non si mantengono, se la loro resistenza viene data per scontata, finiscono per creparsi ed essere travolti. Travolti dalla menzogna, dalla manipolazione, dall'approssimazione e soprattutto dalla violenza che sempre più appare come la condizione naturale dell'esistenza umana. Dobbiamo essere orgogliosi di aver creato una società vivibile, un argine durevole contro la degenerazione. Dobbiamo vergognarci di come li stiamo trascurando. E averne un po' di paura.
giovedì, febbraio 01, 2007
Campagna di sensibilizzazione. Oggi alle 19.55 ho acceso tutte le luci di casa mia.
Dopo Zapatero. Chirac è il peggiore di tutti i tempi.
P.S. Il Corriere invece non è secondo a nessuno. Ecco cosa evidenzia dell'intervista all'ancora per poco presidente francese. |
A Fabio.
A Luisa. ![]() ![]()
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