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mercoledì, gennaio 31, 2007
Testosterone. Ma che succede in Israele?
Prima pagina. Ma forse hanno ragione loro. La politica italiana non ha nulla di più serio da offrire. E nemmeno il giornalismo.
P.S. Poi uno pensa che Berlusconi è proprio un uomo fortunato. In politica è circondato da nani, nella vita privata da attricette che regalano la propria gelosia al giornale dei nemici di famiglia il cui direttore con la bava alla bocca ci fa una pagina intera. E lui (il Berlusca) ne esce sempre da gigante. E' una candid-camera, non può essere vero, dai... domenica, gennaio 28, 2007
Il prestigiatore. Era la combinazione di giornalismo ed arte - secondo celebre definizione di Salman Rushdie - a fare di Ryszard Kapuściński un testimone di eventi unico nel suo genere. Senza nulla togliere agli omaggi che meritatamente sta ricevendo nei giorni successivi alla sua dipartita, vale la pena capire fino a che punto sia lecito mescolare le due categorie:
John Updike worshipped him. Gabriel García Márquez tagged him "the true master of journalism." But there's one fact about the celebrated war correspondent and idol of New York's literary class that didn't get any serious attention this week. It's widely conceded that Kapuściński routinely made up things in his books. Some Kapuściński sympathizers want us to understand his books as allegories about the place he came from—totalitarian Poland. As a reporter for the government news agency, he couldn't write the truth about his country, so he channeled his experiences in Sudan, Ethiopia, Angola, El Salvador, Bolivia, Iran, and Chile, among other places, to speak about Polish life under Communism. That's fine with me as long as nobody calls his footwork journalism. The measure of a journalist, especially a foreign correspondent, is to achieve the effect of Kapuściński without scattering the pixie dust of magical realism. Dexter Filkins, John Burns, Anthony Shadid, Carlotta Gall, and other geniuses of foreign correspondence have astonished readers without "allegorizing." To create a special category of international reporting that is true—except where not specified as true—would diminish the true masters' feats. Chiamatela provocazione. venerdì, gennaio 26, 2007
La storia fai-da-te. "Un aneddoto", direte. No, vi sbagliate. Certe aberrazioni non nascono per caso. Per non ricordare l'Olocausto c'è chi - a la izquierda de la nada - sostituisce il Giorno della Memoria con la commemorazione di un genocidio inventato: quello dei palestinesi ad opera degli israeliani. Parlare di negazionismo, di antisemitismo è perfino riduttivo. Qui c'è di più. E' l'impunità dell'ignoranza, l'insulto della supponenza, il disprezzo della realtà. Una storia fai-da-te che i nani e le ballerine cui il caso e la leggerezza hanno consegnato le chiavi del potere fanno e disfano secondo convenienza. E non solo nella Spagna buona e giusta.
La actitud de los socialistas de Ciempozuelos no es un hecho aislado. Conviene recordar las manifestaciones abiertamente antisemitas que respaldó el PSOE y el Gobierno este verano durante la guerra de Israel con Hezbolá, o la foto de Zapatero con un pañuelo palestino. Son fatti così, sempre un passo oltre la linea della decenza.
Platini, ti voglio bene. Onore od onere non lo sappiamo. Ma siccome a Le Roi Michel sono legati ricordi indimenticabili dell'adolescenza (e quindi della vita) del sottoscritto, viva il più grande francese di tutti i tempi e di tutti i campi.
giovedì, gennaio 25, 2007
Oggi, per un giorno, la Spagna è tornata ad essere uno stato di diritto. La Audiencia Nacional ha infatti respinto il ricatto infame del serial killer etarra de Juana Chaos (25 omicidi alle spalle), da 80 giorni in sciopero della fame, per le cui condizioni di salute il procuratore generale aveva chiesto la scarcerazione.
La decisione evita che da domani si produca un digiuno terrorista collettivo e ricorda ad ETA (che se ne frega) ma anche al governo socialista (che non dovrebbe fregarsene) che al di sopra della politica, in una democrazia, esiste ancora la legge. Ieri il dirigente del PSE (socialisti baschi) aveva dichiarato che "la cosa più importante è salvare la vita di de Juana Chaos". Il livello è questo ormai. E' lo specchio della classe dirigente di un paese cui sta così a cuore la salute di un criminale pluriomicida da dimenticare sistematicamente le centinaia di vite spezzate in nome di un progetto totalitario. Oggi, per un giorno, lo spirito di Margaret Thatcher si è posato sulla decadente nazione di nazioni zapateriana: né martiri né eroi, solo assassini. Ma il vento stanotte se lo porterà via. martedì, gennaio 23, 2007
Altri silenzi. Tre anni dopo il massacro e un mese prima dell'inizio del processo non si conosce ancora l'arma del delitto, un piccolo dettaglio attorno al quale girano il chi, il come e il perché della mattanza di Madrid. La verità sull'11 marzo continua sepolta in un buco nero di manipolazioni e omissioni. Per il governo non c'è più niente da capire. E questo sì, si capisce.
Dove non vince il silenzio. Nella foto cittadini turchi mentre dimostrano una coscienza civile che gli italiani nemmeno si sognano. Forse fuori dall'Europa dovremmo starci noi.
Almeno dite che non è vero. Premessa: le spy-stories non sono il nostro forte né la nostra passione. Il mondo dell'informazione (scusate la parola) un po' di più. Allora capita che questo rumore di fondo su Litvinenko, KGB e presidente del consiglio in carica susciti la curiosità anche dei più tiepidi di fronte alle trame da guerra fredda, che si abbia voglia di saperne qualcosa, che - ahinoi - si vada a spulciare la stampa italiana. Perché magari non ci faranno un editoriale di prima però un accenno, un articolino... E invece nulla. Questione inesistente, non-notizia, silenzio. Su La Pulce di Voltaire c'è un riassunto piuttosto dettagliato dell'ultima abdicazione della stampa nazionale ai suoi doveri di informare. Così interessante che all'amico Paolo si può perdonare anche l'iperbolico finale sulla sottomissione volontaria al potere. Insomma, cronaca di un silenzio annunciato:
Fino a notte fonda, Corriere della Sera e La Repubblica non riportano la notizia, nemmeno in piccolo, nemmeno per dichiarare risibile il servizio della BBC e la dichiarazione di Litvinenko. Identico tradimento della missione informativa da parte di altri notiziari Rai, Ansa e AdnKronos. Il giorno dopo Il Corriere riporta la notizia con una decina di righe a pagina 24, denigrando l’attendibilità del video (è lo stesso giornale che riportò una bufala come prima notizia per settimane, quando Berlusconi fu accusato di essere un mafioso nel corso di un summit internazionale a Napoli). La mattina del 23 gennaio, Sircana, portavoce del premier (che si trova in Russia e Turchia) dichiara la sua sorpresa perché importanti organi di stampa (BBC) danno credito a rimestatori squalificati come Scaramella. La breve dichiarazione, rilasciata con un volto insolitamente teso, non sposta i termini della questione. In uno stato di diritto, Scaramella deve essere considerato un rimestatore solo in seguito a un giudizio della magistratura. Si tratta pertanto di un argomento debole. Inoltre la questione principale rimane irrisolta: perché i media non dicono nemmeno che si tratta di un video falsificante? Esiste ancora l’informazione libera e indipendente? Sulla notizia (perché di notizia si tratta) anche Cecenia SOS e ovviamente Paolo Guzzanti. P.S. Ora se l'informazione ufficiale è indecorosa, non è che i blog abbiano brillato per attenzione alla vicenda. Diciamo che si è nicchiato per paura di farsi cogliere in castagna. Ma qui non occorreva accusare nessuno, bastava soltanto denunciare la campagna di mezze menzogne e interi silenzi che dalla morte di Litvinenko prosegue ininterrottamente su media compiacenti o succubi. Insomma a volte si devono tirare fuori. domenica, gennaio 21, 2007
Giù la maschera. Si delinea la strategia del Vaticano per l'appeasement con il regime di Pechino. E' AsiaNews, ancora una volta, ad informarci sulla linea-Ratzinger: distinguere le responsabilità del governo cinese da quelle dell'Associazione Patriottica (la chiesa di stato), aprirsi al dialogo con il primo, andare alla scontro con la seconda.
La premessa - falsa - è che regime e AP siano entità diverse, con le quali si possa trattare separatamente. La gestione Ratzinger dei rapporti con la Repubblica Popolare Cinese entra così nella fase cruciale, in coerenza con il cammino intrapreso fin dall'inizio del suo mandato: invece di combattere la battaglia della libertà religiosa, il Vaticano sceglie la realpolitik per difendere qualche interesse di retroguardia. Creando una dicotomia artificiale laddove non esiste e non può esistere, scende a patti con la repressione cercando di salvare le apparenze. Adesso ci spiegheranno che si tratta di una mossa sottile, finalizzata a creare un cuneo tra autorità politiche e politico-religiose. Ma il refrain già lo conosciamo: d'altronde il Papa è infallibile, si sa. Prepariamoci invece a parole di fuoco (da Hong Kong) e ad incontri al miele (da Roma). Wojtyla è morto e sepolto. Altro che santo subito. sabato, gennaio 20, 2007
L'Indice. Ecco l'ultima lista di libri da mandare al rogo secondo le autorità cinesi:
The General Administration of Press and Publications (Gapp) deputy director Wu Shulin told propaganda and publication officials at a meeting last week that the eight books were banned and vowed to impose severe punishment on their publishers. All eight books are reflections by intellectuals on historical and social events of the past six decades, events that have traditionally been subject to tight censorship. Qui la dichiarazione di Zhang Yihe, bandita come controrivoluzionaria.
Contro la SARS non bastarono. Poster di propaganda cinesi su salute pubblica e igiene personale.
Malati terminali. Approfondimenti sul consolidamento del regime a Caracas. Le ultime fiammelle di democrazia si stanno spegnendo.
P.S. Altri spegnimenti. Passaggio di testimone?
Ah, gli attori... ah, gli attori francesi...
Uno di meno. Zapatero ci avrebbe dialogato.
venerdì, gennaio 19, 2007
Involuzioni. Da ieri il Venezuela è ufficialmente un regime:
The National Assembly (AN) approved Thursday afternoon unanimously in a first session a law empowering President Hugo Chávez to rule by decree for an 18-month term. The enabling law gives the president the title to decree ordinary laws -for which a simple majority is needed- and organic laws -based on special majority- as established in 2001 by the Supreme Tribunal of Justice (TSJ). Requiem.
Lo spazio armonioso. Zitti zitti i cinesi hanno fatto vedere al mondo come si tira giù un satellite. E qualcuno in occidente si è svegliato e ha cominciato a farsi domande sulla peaceful rise e su tutti quei simpatici slogan cui ci piace tanto credere per non doverci pensare su. Chissà se Mussi lo sa.
P.S. Ne parla anche Jimmomo. P.P.S. Anche su Asia e dintorni.
Sonni tranquilli. E' bello sapere che al timone della nazione c'è gente come Mussi che non si fa influenzare dalla base al momento di prendere decisioni di alta rilevanza strategica.
Il sogno europeo... ehm... C'è una splendida sezione monografica su Turchia e UE nell'ultimo numero di Ideazione. Qui in linea di massima si sta con chi dice sì all'ingresso di Ankara nell'Unione. A volte però ci sono notizie che non sai come prendere. Quale Turchia entrerà in Europa? Quella che uccide Hrant Dink o quella che ne condanna l'assassinio? Probabilmente entrambe. Basta saperlo, d'altra parte anche i Paesi Baschi ci sono dentro e nessuno si fa troppi problemi. La domanda allora non è cosa potrà fare la Turchia dell'Europa ma piuttosto cosa potrà fare l'Europa per la Turchia. E qui il dilemma si fa insolubile.
giovedì, gennaio 18, 2007
Nessuna luce in fondo al tunnel. Se pensavate che Zapatero sarebbe tornato sui suoi passi non avete ancora capito nulla della tragedia politica che in quel triste marzo di tre anni fa si è abbattuta sulla Spagna. Oppure siete lettori del Corriere. O ascoltatori di Pannella.
martedì, gennaio 16, 2007
La sinistra esistente. Perfino alla CNN si sono accorti di chi è Chávez.
La sinistra inesistente. Perfetto il commento di Andrea Mancia sull'inganno del refrain: Chi è più di sinistra? E' anche l'unico errore concettuale che rimproveriamo a Christian Rocca quando parla di espansione della democrazia e di lotta alle dittature terroriste. Non sono cose di sinistra. Mai state.
domenica, gennaio 14, 2007 sabato, gennaio 13, 2007
Il mondo capovolto. Breve riassunto a beneficio dei distratti e di quelli che leggeranno domani la stampa italiana: dopo averne favorito la rinascita mentendo per due anni su un processo di pace inesistente, oggi la sinistra - politici, attori e guitti vari - sfila in piazza contro ETA sotto il lemma per la pace, contro il terrorismo. Avendone ben interpretato la vera natura di adunata pro-governo del dialogo, il PP se n'è opportunamente tenuto alla larga. Oggi sia membri dell'esecutivo che esponenti dell'avanspettacolo iberico hanno rilasciato dichiarazioni in cui criticavano l'assenza dell'opposizione in una manifestazione anti-terrorista. Adesso risulterà che i difensori dello stato di diritto sono quelli che se lo sono giocato alla roulette basca. Che schifo.
venerdì, gennaio 12, 2007
Poesia (in musica).
Fue en un pueblo con mar una noche después de un concierto, tú reinabas detrás de la barra del único bar que vimos abierto. Cántame una canción al oído te sirvo y no pagas. Sólo canto si tú me demuestras que es verde la luz de tus ojos de gata. Loco por que me diera la llave de su dormitorio esa noche canté al piano del amanecer todo mi repertorio. Con el "Quiero beber" el alcohol me acunó entre sus mantas y soñé con sus ojos de gata pero no recordé que de mí algo esperaba. Desperté con resaca y busqué pero allí ya no estaba. Me dijeron que se mosqueó porque me emborraché y la usé como almohada. Comentó por ahí que yo era un chaval ordinario, pero cómo explicar que me vuelvo vulgar al bajarme de cada escenario. Pero cómo explicar que me vuelvo vulgar al bajarme de cada escenario. giovedì, gennaio 11, 2007 martedì, gennaio 09, 2007
Schizzi di fango. Se c'è stata una Chiesa nella storia è stata quella polacca durante gli anni dell'oppressione comunista. Le brutte vicende di Wielgus e adesso di Bielanski aiutano a capire quanto profonda fosse la penetrazione del regime all'interno della società ma in nessun caso possono mettere in discussione il ruolo della Chiesa polacca nell'erosione e quindi nella caduta del moloch comunista. L'articolo che citiamo, tratto dall'ormai quotidiana rassegna stampa degli orrori che ci regala il NYT (insieme, va detto, a qualche reportage splendido, almeno ogni tanto) è un esempio di come non raccontare una storia come questa: un'accozzaglia di speculazioni e di pregiudizi che danno al lettore la sensazione che la menzogna nella Polonia soggiogata non fosse prerogativa del potere statuale ma di quella Chiesa che ad esso, fermamente e responsabilmente, si oppose.
lunedì, gennaio 08, 2007
Fiocco rosa. TocqueVille è rinata.
domenica, gennaio 07, 2007
Afflitti da cronico torcicollo. Le mirabolanti avventure di Cindy Sheenan continuano in terra cubana. Lei e il gruppone di attivisti al seguito sono riusciti ad atterrare all'aeroporto de L'Avana e, senza nemmeno guardarsi attorno, senza nemmeno chiedersi dove si trovavano, dirigersi come un esercito di burattini verso Guantanamo, base americana. L'essenza del pacifismo ideologico (perché cieco) e cieco (perché ideologico) sta tutta nell'immagine di questa allegra combriccola di guitti da avanspettacolo in viaggio premio nella terra della rivoluzione permanente.
sabato, gennaio 06, 2007
Era solo questione di tempo. C'è voluta una settimana ma l'articolo su Saddam trasformato in martire è arrivato. Restava il dubbio su quale dei due corrierini sarebbe stato pubblicato prima, quello italiano o quello americano. Scopritelo da soli.
venerdì, gennaio 05, 2007
Altri fenomeni. Direi che Zizek - qui il suo pezzo sul NYT di oggi - sarà un osso duro per Paolo Salom nella corsa al più incredibile articolo del 2007. Occhio alla chiusa:
And now the United States is continuing, through other means, this greatest crime of Saddam Hussein: his never-ending attempt to topple the Iranian government. This is the price you have to pay when the struggle against the enemies is the struggle against the evil ghosts in your own closet: you don’t even control yourself. Un po' come dire che Kennedy e Hitler erano la stessa cosa perché entrambi se la sono vista con l'URSS. Questi sono dei geni. Ci arrendiamo. giovedì, gennaio 04, 2007
La pace sia con voi. Zapatero s'è preso il disturbo... (ma ovviamente non ha capito nulla). Mai visto uno così.
I poeti che strane creature... ogni volta che parlano è una truffa.
P.S. Decisamente meglio la prosa di Paul Berman dedicata ai fans del poeta. P.P.S. Jimmomo oggi si fa prendere dall'entusiasmo per un'iniziativa che, per tempi e modalità, dovrebbe far arrossire di vergogna (il perché lo trovate sempre nell'articolo sopracitato). martedì, gennaio 02, 2007
Dov'è Zapatero? Se lo chiedono in molti oggi in Spagna, quattro giorni dopo gli 800 Kg. di ETA, nelle ore in cui perfino i suoi fidi scudieri lo hanno platealmente e inappellabilmente smentito, mentre il paese è ancora in attesa di una sua visita sul luogo del delitto che, se mai si produrrà, avrà il sapore mesto della sconfitta. E' probabile che Zapatero riesca ad uscirne politicamente vivo: nella sua pochezza è comunque un tattico, nella sua inadeguatezza cronica può far affidamento su amici influenti. Ma moralmente il suo operato è morto e sepolto. Per noi lo fu fin dall'inizio, da quando appena eletto rispose agli attentati di Madrid come i terroristi volevano, consegnando il paese - da nichilista passivo, direbbe Glucksmann - al ricatto perenne dei nichilisti attivi. Poi un susseguirsi di atti irresponsabili e demagogici, commentati a più riprese in questa e in altre sedi, frutti ideologici di un populismo sconcertante. In fondo Zapatero finisce laddove aveva cominciato: avvilente protagonista di un progetto di svuotamento graduale delle istituzioni democratiche, avvilito ostaggio dei compagni di viaggio che si è scelto. Non bisognava essere dei geni per capire lo zapaterismo. Noi, che geni non siamo, abbiamo provato a raccontarvelo involuzione dopo involuzione, mentre sui giornali italiani leggevate i quotidiani peana all'uomo nuovo che cambiava il volto del suo paese. Sfigurandolo. Una parabola grottesca, una menzogna ben raccontata, un penoso incantamento collettivo, la rappresentazione più pura di una sinistra in perenne ed insanabile contrasto con i valori della liberaldemocrazia: i quasi tre anni del governo del sorriso entrano di diritto nella storia politica contemporanea. Oggi ridono un po' meno. Qui siamo sempre stati piuttosto seri.
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A Fabio.
A Luisa. ![]() ![]()
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