1972

giovedì, settembre 29, 2005
Vuoi vedere che... la Francia era in Iraq e non ce ne siamo accorti?
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Le balle che ti ho detto. La copertura mediatica del disastro del Katrina si sta a poco a poco rivelando in tutta la sua inconsistenza. Qui ci sono due articoli che dettagliano il mare di idiozie che si sono scritte in quei giorni sulle violenze e il numero dei morti. Ovviamente lo si ammette sottovoce, mentre allora tutto era buono per gridare porco Bush. E' la stampa, bellezza.
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Le parole che non ti ho detto. Che l'ONU sia il regno dei colpi di spugna lessicali è noto. Ennesima conferma. Per non dire Janjaweed che sarebbe come dire governo sudanese e quindi implicherebbe una responsabilità politica ai massimi livelli, il rappresentante UNHCR si esprime così:

Twenty-nine people were reported killed in an unprecedented attack on a refugee camp in the northwest of the Sudan region of Darfur, the United Nations said on Thursday.
According to initial reports, the Aro Sharow camp was attacked by 250-300 "armed Arab men on horses and camels" late on Wednesday, the U.N. High Commissioner for Refugees (UNHCR) said in a statement.


Uomini a cavallo. E a Tiananmen c'erano ragazzi in decappottabile.
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Eldorado. Per la serie le barriere sono reversibili, le vite umane no (Moratinos dixit), oggi quattro morti alla frontiera tra Ceuta e il Marocco (due da una parte, due dall'altra, un pareggio che propizia l'alleanza di civiltà). Zapatero finalmente ha capito che la guardia civile non può o non vuole fare il suo lavoro e manda l'esercito. Zapatero però continua a non capire che i problemi veri sono una legge sull'immigrazione che stimola l'ingresso degli extracomunitari e la politica criminale del grande alleato marocchino che oggi il sempre puntuale Moratinos ha ringraziato per l'impegno. Intanto a Melilla la situazione è questa.
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mercoledì, settembre 28, 2005
Cominciamo bene. Secondo il primo articolo dello Statuto approvato questa sera dal parlamento catalano la Catalogna è una nazione. E' già incostituzionale. A Madrid (se ci arriverà) ne vedremo delle belle. E' la Spagna plurale voluta da Zapatero.
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C'è parecchia letteratura su Allende ultimamente. La scorsa settimana il Times di Londra pubblicava un estratto dall'archivio Mitrokhin sul ruolo del KGB nell'ascesa al potere del presidente cileno: nulla di particolarmente nuovo ma lettura comunque istruttiva. Curioso che Allende ad un certo punto cominciò ad ispirare scarsa fiducia perfino nei suoi mentori moscoviti e questo fu un elemento non secondario nella fine della sua vicenda politica e umana. Secondo questo libro, invece, Allende non si suicidò ma fu ucciso da una delle guardie del corpo cubane incaricate di proteggerlo.
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Cose che ci sfuggono. Per esempio, l'importanza del dibattito sulla fede di Fassino.
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martedì, settembre 27, 2005
Facce di bronzo. Ce n'è una a Cavriago (Reggio Emilia), un'altra a Belfast e perfino una a... Dallas. Sono le statue di Lenin sopravvissute - un po' sul serio un po' per scherzo - alla fine del comunismo. Qui tutte le altre.
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Tutto in un tailleur. La guerra al terrorismo è (anche) la battaglia per l'emancipazione delle donne:

The true symbols of the War on Terror are the Islamic veil and the two-piece woman's business suit.

We do not think of our troops abroad as fighting for women's rights. But they are. This is the titanic struggle of our time, the liberation of fully half of humanity. Islamist terror is only one aspect of it. But we can be certain of two things: In the end, freedom will win. And no society that torments women will succeed in the 21st century.
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La bonifica. Fallujah è lì a ricordarci che i terroristi si possono sconfiggere e che ai soldati americani in Iraq dobbiamo tutta la gratitudine di cui siamo capaci.
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C'è chi può. Nota giustamente Barcepundit che la legge antiterrorista in via di approvazione in Francia fa impallidire le disposizioni del Patriot Act: eppure non abbiamo ancora visto nessun idiotarian in piazza a gridare al colpo di stato fascista.
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C'era una volta la cospirazione. Questa sentenza apre le porte al definitivo colpo di spugna sull'11 marzo:

Finalmente la sala no condena a 'Abu Dahdah' como responsable de muertes sino sólo como autor de un delito de conspiración para cometer homicidio terrorista. Por su conexión con el 11-S, la Audiencia le impone 15 años de prisión y otros 12 por el delito de pertenencia a organización terrorista en grado de dirigente.

Non dimentichiamo che ufficialmente i responsabili delle stragi di Madrid si sono suicidati nell'appartamento di Leganés e che il cosiddetto autore intellettuale non è stato mai identificato.
Dal NYT:

Though the conviction was considered a victory for Spain's aggressive campaign of antiterrorism arrests since the attacks, it fell short of prosecutors' goals. They had sought a sentence of more than 74,000 years for Mr. Yarkas, based on an estimated death toll of nearly 3,000 when hijacked jetliners were crashed into the World Trade Center towers in New York and the Pentagon in Washington on Sept. 11, 2001.Instead, while armored vehicles surrounded the court and a police helicopter flew overhead, the court's three-judge panel rejected the prosecution's charge that Mr. Yarkas was directly responsible for the attacks, agreeing only that he had participated in the plot's "criminal formation."
In an interview after the verdict was read, Jacobo Teijelo Casanova, a lawyer for Mr. Yarkas, said he would advise his client to appeal the court's decision. "This man has not committed any crime," he said.
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ETA negozia/2. Da una ritrovata posizione di forza.
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Quando una condanna non fa notizia. Ovvero, il caso di Lynndie England che serviva un anno fa e adesso non serve più (alla stampa italiana). Oggi serve Cindy Sheenan (il Corriere sempre più in basso).
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lunedì, settembre 26, 2005
Per il popolo e il socialismo. La notizia è che Internet funziona e che il più potente apparato di censura e controllo del web è in difficoltà. Domenica l'agenzia di stampa ufficiale cinese ha annunciato le nuove misure restrittive imposte dalle autorità sulle notizie pubblicate online:

Services that provide online news stories, that have bulletin board systems (BBS) or have the function of sending short messages containing news contents to individual mobile phones are all subject to the regulation.
News sites set up by news organizations but publishing not just their own stories, and sites by other organizations featuring news stories must get approval from the State Council Information Office. Sites by news organizations that only carry their own stories should register at the main office or provincial information offices.
The regulation also spells out that media attached to the central government or directly under provincial governments are not allowed to provide any stories to other online news sites without approval.


Joseph Kahn prova a decifrare:

The new rules are the first major update to policies on Internet news and opinion since the authorities promulgated the first comprehensive set of rules on online news media in 2000.
"The foremost responsibility of news sites on the Internet is to serve the people, serve socialism, guide public opinion in the right direction, and uphold the interests of the country and the public good," the regulations state.
Although Chinese authorities already have effectively unlimited powers to control the gathering and publication of news, the Propaganda Department has sometimes struggled to censor information about sensitive developments before it circulates on the Internet.
About 100 million Chinese now have access to the Internet. Though the government closely monitors domestic content and blocks what officials consider to be subversive Web sites from overseas, savvy users can obtain domestic and overseas information that never appears in China's traditional news media.
By the time officials have decided that a topic might prove harmful to the ruling party's agenda, an item about it often has already been posted or discussed on hundreds of sites and viewed by many people, defeating some traditional censorship tools.

La moltiplicazione dei canali attraverso cui le notizie possono penetrare le maglie della dittatura impone un'azione di filtro preventivo: da qui il divieto di pubblicare news provenienti da fonti straniere o commenti senza preventiva autorizzazione. Si tratta del tentativo di regolare l'intero flusso di informazioni che circolano nel paese: il sistema adottato per la stampa tradizionale e la televisione deve essere replicato sul web. A livello di contenuti sono banditi:

1. Acting opposite to the basic principles in the constitution
2. Endangering national security, leaking state secrets, subverting government authority, destroying national unity
3. Damaging national reputation and interests
4. Stirring up ethnic hatred and discrimination, destroying ethnic unity
5. Damaging national religious policies, promotion evil religions and feudal superstitution
6. Distributing rumors, disrupting social order, destroying social stability
7. Distributing pornography, erotica, gambling, violence, terrorism or inciting others to commit crimes
8. Insulting or slandering others, infringing upon the legal rights of others
9. Inciting illegal assembly, social groups, marches, demonstrations and mass incidents to disrupt social order
10. Acting under the name of illegal civil non-government organizations
11. All other contents prohibited by legal and administrative regulations

Hu Jintao, il riformatore...

The statement was just one of a series of initiatives by the government to root out politically sensitive news from domestic and foreign media.
On Thursday a Chinese journalist and former professor was given a seven-year sentence for "inciting subversion" by writing hundreds of articles for banned overseas news websites.
Last month the government tried to implement a scheme to pay journalists according to how much Communist party officials liked, or disliked, their articles. In July a political activist was given five years for posting a punk song on the internet deemed to be subversive, and in April a journalist was sentenced to 10 years for sending an email overseas about restrictions on freedom of speech.
Providing further evidence of an organised national crackdown, the New York Times reported yesterday that Mr Hu called for a "smokeless war" against "liberal elements" in China during a secret leadership meeting in May.

Promuovere l'accesso alla tecnologia per poi utilizzarla come strumento di repressione e propaganda: è il modello cinese da esportazione.
Tutto finito quindi? Internet sta perdendo la partita della democrazia? Dipende da come la si voglia leggere. Per noi oggi la notizia è che Internet funziona e che i gerarchi comunisti di Pechino se la stanno facendo sotto.
P.S. Sembra che qualcuno abbia fatto due chiacchiere con Li Ao l'altra sera...

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L'ultimo chiuda la porta. Dov'è finita la rivoluzione liberale dei Radicali prossimi ad essere fagocitati dal centrosinistra prodiano? Se lo chiede Daniele Sfregola nel suo semplicemente splendido Semplicemente Liberale. Parlare di confusione e di genio e sregolatezza non basta più: il genio è il benvenuto ma la sregolatezza elevata a categoria dello spirito fa della politica una farsa. Quella di liberalizzare dall'interno è sempre stata la giustificazione addotta dai Radicali per muoversi disinvoltamente da una parte all'altra del panorama politico italiano: ma non basta essere i migliori, qualche volta occorre anche dimostrarlo. Jimmomo è encomiabile nel suo tentativo di conciliazione impossibile fra tradizione illuminata e deriva politicante ma prima o poi dovrà prendere atto della realtà. Che, in poche parole, è la seguente:

Il limite enorme di questa operazione, a nostro avviso, è l'incosistenza: si utilizzano concetti e aggettivi quali "socialisti" e "liberali", come se fossero, in qualche maniera, contigui, affini, quasi identici. Niente di più sbagliato. Il "liberale" riafferma l'individuo sullo Stato, il "socialista", anche quello più "riformista", fa l'esatto opposto.
Lo Sdi, insieme al Nuovo Psi, sta bene dov'è, insieme ai social-democratici, ai post, ex e neo-comunisti, ai cattolici sociali. I Radicali erano chiamati ad una scelta decisiva: lavorare per una destra liberale, magari anche da angoli "libertari" sul modello del Partito Repubblicano americano, all'interno di quest'ultima, sul versante delle idee e partendo da quello che c'è o è rimasto: i pochi liberali del Paese (insieme al diessino Franco De Benedetti). O rinnegare le battaglie dell'ultimo decennio, tornando alle loro ambigue origini "liberal-socialiste" (ribadiamo: una contraddizione inaccettabile), ossia socialiste "riformiste", alla "normalizzazione", insomma. E così hanno scelto.

Alla Fiera del Liberalismo troviamo innumerevoli prodotti: liberal-socialisti, social-liberali, liberal-democratici, catto-liberali, post-liberali...Gli stand sono stracolmi di contraffazioni, surrogati, imitazioni. Rarissimi i liberali "senza aggettivi". [...] Un liberale non ha bisogno di un mordente per rafforzarsi, né di un solvente per diluirsi". Ma non ditelo a Pannella.
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Ringraziamento. A Jacopo Iacoboni de La Stampa per aver citato come fonte questo blog nel suo articolo di sabato scorso sulla conferenza di Li Ao all'Università di Pechino (ne avevamo parlato qui).
In Italia non capita spesso.
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giovedì, settembre 22, 2005
Darfur, la strage continua. Il fatto che non se ne parli non significa che le cose non succedano.
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Arriva Rita. Nel frattempo dev'essere cambiato il Presidente degli Stati Uniti.
Update. No, ci dicono che è quello di prima. Che non dipendesse da lui?
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Chi vince e chi perde. Qui c'è una bella presentazione sulle ultime sconfitte dei terroristi in Iraq. Il fatto che praticamente ne possiate avere notizia solo dai blog non fa che confermare la profondità dell'abisso informativo in cui siamo immersi.
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Tutto sotto controllo. O quasi. Il giorno in cui il vento della democrazia soffierà anche sulla Cina, probabilmente gli eredi di Mao Tse-Tung oggi al potere rimpiangeranno la loro decisione di far parlare lo scrittore taiwanese Li Ao all'Università di Pechino. Doveva essere una conferenza senza rischi, in fondo Li Ao si era sempre espresso per la riunificazione e contro l'indipendenza dell'isola. Ma le società chiuse non sanno fare i conti con l'imprevedibilità di quelle aperte. Ed infatti Li Ao è uscito brillantemente dal copione:

Li championed freedom of speech and took repeated swipes at the Communist Party in a no-holds-barred question-and-answer session at Peking University televised live by Hong Kong's Phoenix cable network which is seen by millions across China.
The Communist Party's propaganda mandarins were furious and ordered newspapers and Web sites not to give publicity to Li's speech, a Chinese media industry source told Reuters.

"Today, I talk about freedom of speech. They are afraid. What is there to be afraid of?" said the 70-year-old writer, who has published 100 books, 96 of which were banned until Taiwan lifted martial law in 1987.

Responding to a question on whether he planned to visit the Great Wall, Li jokingly said he may end up in Beijing's notorious Qingcheng prison for political prisoners for his speech.

Pare che gli studenti abbiano apprezzato stile e contenuti.
Lo stesso non si può dire dell'agenzia di stampa ufficiale cinese la cui versione della visita di Li Ao è stata la seguente:

Famous Taiwan writer and cultural figure Li Ao, who is visiting the Chinese mainland, said thanks to the Communist Party of China for the country's prosperity.
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Al enemigo ni agua. Dal governo socialista nemmeno un euro all'Associazione Vittime del Terrorismo. Effettivamente hanno avuto la sfrontatezza di convocare una manifestazione contro la capitolazione dello stato ad ETA. Davvero troppo per Zapatero e la sua confraternita di illuminati.
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mercoledì, settembre 21, 2005
L'ex marito di Jane Fonda. La palma dell'utile idiota del mese spetta di diritto a Ted Turner per questa intervista sulle meraviglie del paradiso nordcoreano. Per farvi un'idea:

Blitzer: "But this is one of the most despotic regimes and Kim Jong Il is one of the worst men on Earth. Isn't that a fair assessment?"
Turner: "Well, I didn't get, I didn't get to meet him, but he didn't look, in the pictures that I've seen of him on CNN, he didn't look too much different than most other people."
Blitzer: "But look at the way, look at the way he's, look at the way he's treating his own people."
Turner asserted: "Well, hey, listen. I saw a lot of people over there. They were thin and they were riding bicycles instead of driving in cars, but ahâ€""
Blitzer: "Lot of those people are starving."
Turner: "I didn't see, I didn't see any, I didn't see any brutality in the capital or out in the, on the DMZ. We went, we visit, drove through the countryside quite a bit to get down to Panmunjom and Kaesong. We traveled around. I'm sure we were on a special route, but I don't see, there's really no reason, North Korea's got enough problems with their, with their economy and their agriculture.


E ancora:

Blitzer: "What about those ground to ground missiles that they have, and the CIA-"
Turner: "They can't reach us."
Blitzer: "Well, they can reach Japan. They can reach South Korea. They can reach a lot of our allies-"
Turner: "They can't reach the USA, and we can pound them into, into oblivion in 24 hours."
Blitzer: "But, you don't want to get, you don't want to get to that. There are some estimates, by the way, that could reach Alaska."
Turner: "Well, what, the Aleutian Islands? There's nothing up there but a few sea lions."


E' tutta qui. Per ridere o piangere. A seconda.
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I nostri polli/2. Oggi da Pyongyang arriva questa. Domani vedremo. Come dice Christopher Hill:

Life is too short to overreact to every statement coming out of Pyongyang.
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martedì, settembre 20, 2005
Cina e dintorni.

Secondo il WSJ Pechino si è convinta che un Kim neutralizzato è nel suo interesse. Altro concentrato di ottimismo un po' prematuro, ma vale la lettura. C'è fermento anche nel settore nucleare cinese (civile).
Il WP non si morde la lingua sul caso Yahoo-Shi Tao:

This is not merely an abstract business ethics issue: Yahoo's behavior in China could have real consequences for U.S. foreign policy. Over the past two decades, many have argued -- ourselves included -- that despite China's authoritarian and sometimes openly hostile government, it is nevertheless right to encourage American companies to work there. Their very presence has been thought to make the society more open, if not necessarily more democratic. If that is no longer the case -- if, in fact, American companies are helping China become more authoritarian, more hostile and more of an obstacle to U.S. goals of democracy promotion around the world -- then it is time to rethink the rules under which they operate.

Non solo Yahoo, sottolinea Max Boot:

So this is the kind of regime whose laws Yahoo shows such great respect for. Unfortunately, its conduct is not out of the ordinary, either for it or for other American media firms operating in China. They all eagerly kowtow to a despicable police state.
Yahoo, Google, MSN and other Web search engines have agreed to block searches in China involving words such as "Tibetan independence" or "human rights." Bloggers can't post messages involving "democracy" or other "dangerous" concepts. Rupert Murdoch's Star TV has agreed not to carry BBC news or other information that the Chinese government might not like. Cisco has sold Beijing thousands of routers programmed to monitor Internet usage and flag for the secret police any "subversive" sentiments.


Ma Rebecca MacKinnon spiega che ci sono differenze.
Cosa è successo alle ragazze cinesi? Nulla di buono, purtroppo. Aborti e sterilizzazioni forzate non sono un ricordo del passato: il crimine continua nella rising China (not so rising).
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I nostri polli. Scrivevamo ieri: Vuoi vedere che se non gli danno il reattore non se ne fa nulla? Agenzia delle 12.14 (ora asiatica):

North Korea said Tuesday it would not dismantle its nuclear weapons program until the United States first provides an atomic energy reactor, casting doubt on its commitment to a breakthrough agreement reached at international arms talks.

Da non perdere l'analisi di Semplicemente Liberale (la migliore che abbiamo letto). Quella di Christian Rocca ci sembra, invece, eccessivamente ottimista.
Please, note the difference tra il solito editoriale sconclusionato del NYT e quello ragionato del Washington Post.
Gli sviluppi odierni non sono una sorpresa. Per uno stato-canaglia un accordo è solo un modo di guadagnare tempo. Quel che stupisce è che nazioni rispettabili (USA, Giappone) continuino a cadere nella trappola di Kim Jong Il. La crisi nordcoreana è l'affaire più complesso che esista nell'attuale scenario internazionale, non c'è dubbio. Ma lo è anche perché si è consentito che si incancrenisse fino a questo punto. Difficile intravedere una via d'uscita che non sia la fine del regime, l'unica soluzione definitiva, conveniente e morale allo stesso tempo. I negoziati di Pechino hanno portato Pyongyang a firmare una dichiarazione di intenti e se questa era l'intenzione delle parti allora sono stati un successo (almeno per 24 ore). C'è però da dubitare che successi di questo genere contribuiscano alla soluzione del problema che è e rimane la minaccia nucleare costituita da uno stato totalitario e criminale. Non è la firma di un documento a meritare l'entusiasmo della comunità internazionale e dei giornali di tutto il mondo ma la denuclearizzazione della Corea del Nord. Tutto fa pensare che con Kim al potere non vedremo mai quel giorno.
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lunedì, settembre 19, 2005
Pubblicità progresso. Da oggi è in edicola il numero di Ideazione di settembre e ci sono due ragioni in più per comprarlo. La prima è che un'intera sezione è dedicata alla rivoluzione dei blog; la seconda è che gli articoli sono firmati - tra gli altri - da Andrea Mancia (crisi del giornalismo tradizionale e new media), da Giuseppe Granieri (il web tra relativismo e antirelativismo), da Paolo della Sala (Internet, individuo e nuove tribù), da Christian Rocca (l'impatto dei blog americani sulla politica e l'informazione), da Federico Punzi (blog e libertà) e dal sottoscritto (i blog europei filoamericani). Il resto ve lo lasciamo scoprire da soli.
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La soluzione della questione nucleare nordcoreana? Non così in fretta. Solo nei prossimi mesi sarà possibile valutare la portata dell'inatteso accordo raggiunto tra le parti nei negoziati di Pechino. Per il momento ci si deve limitare ad alcune osservazioni generali a partire dal testo del documento che ha permesso ai rappresentanti delle sei nazioni coinvolte di chiudere questa fase di trattative annunciando un consenso di massima. Ma il diavolo, si sa, si nasconde nei dettagli.

- The Democratic People's Republic of Korea (North Korea) committed to abandoning all nuclear weapons and existing nuclear programs and returning at an early date to the treaty on the nonproliferation of nuclear weapons (NPT) and to IAEA (International Atomic Energy Agency) safeguards.

Dichiarazione di intenti. Non c'è una data, una scadenza, un impegno formale. Kim Jong Il ha sempre giocato con la buona fede (o l'ingenuità) delle controparti. Perché questa volta dovrebbe essere sincero? Il trattato di non-proliferazione è sempre stato solo un pezzo di carta per Pyongyang: nel 2002 la Corea del Nord ne uscì ed espulse gli ispettori della IAEA, quegli stessi che a partire da non si sa quando dovrebbero essere riammessi.

- The United States affirmed that is has no nuclear weapons on the Korean Peninsula and has no intention to attack or invade the DPRK with nuclear or conventional weapons.

Primo successo di Pyongyang: gli Stati Uniti sottoscrivono la loro rinuncia al nucleare nella penisola e ad un eventuale intervento armato contro il regime di Kim. E' quella garanzia di sicurezza che i nordcoreani cercavano ad ogni costo. L'hanno ottenuta (almeno sulla carta). Il vantaggio psicologico è notevole: se il regime non commette atti insani è al sicuro. I margini di manovra sono amplissimi visto che non sono previste sanzioni per la semplice violazione degli accordi.

- The DPRK stated that it has the right to peaceful uses of nuclear energy.
The other parties expressed their respect and agreed to discuss at an appropriate time the subject of the provision of light-water reactor to the DPRK.


Passaggio cruciale e secondo successo di Pyongyang perché sull'uso dell'energia nucleare a scopi pacifici si erano incagliate le negoziazioni. A quanto pare Washington ha scelto la linea morbida, cioè la linea Clinton ma con una differenza: i reattori ad acqua leggera furono promessi nel 1994 in cambio del congelamento del programma nucleare, nel 2005 lo sarebbero a fronte del suo smantellamento. Il fatto che dopo undici anni si stia ancora discutendo non fa ben sperare. Inoltre è probabile che attorno all'espressione appropriate time ci si interrogherà parecchio: a chi tocca il primo passo? Ci si era seduti al tavolo convinti che tutto il peso della crisi ricadesse sulle spalle di Kim Jong Il ma adesso che il tiranno ha promesso di fare qualcosa in cambio di qualcos'altro le posizioni di forza sono cambiate. Vuoi vedere che se non gli danno il reattore non se ne fa nulla?

- The six parties undertook, in their relations, to abide by the purposes and principles of the Charter of the United Nations and recognized norms of international relations.
The DPRK and the United States undertook to respect each other's sovereignty, exist peacefully together and take steps to normalize their relations subject to their respective bilateral policies.


Se esisteva uno strumento di pressione anti-regime era il blocco dei flussi finanziari e dei commerci illegali. Cosa succederà a partire da oggi? In che misura il rispetto della sovranità nordcoreana impedirà agli americani di intervenire sulle questioni relative ai diritti umani? In genere la normalizzazione delle relazioni tra una democrazia e una dittatura non fa presagire azioni incisive a sostegno delle vittime della repressione ma - ripetiamo - al momento siamo nel campo delle ipotesi e delle interpretazioni arbitrarie.

- The six parties undertook to promote economic cooperation in the fields of energy, trade and investment, bilaterally and/or multilaterally.
China, Japan, the Republic of Korea (ROK), Russia and the U.S. stated their willingness to provide energy assistance to the DPRK. The ROK reaffirmed its proposal of July 12, 2005, concerning the provision of 2 million kilowatts of electric power to the DPRK.


Sicurezza, energia e cooperazione economica. Le minacce pagano.

- The six parties agreed to take coordinated steps to implement the aforementioned consensus in a phased manner in line with the principle of ''commitment for commitment, action for action.''

Tradotto: è ancora tutto da fare.

Le parti si rivedranno a novembre a Pechino. I cinesi sono usciti dai colloqui come giganti della diplomazia internazionale e nemmeno questo è un buon risultato per l'amministrazione Bush. Ma tutto potrebbe cambiare nel momento in cui ancora una volta l'unico uomo grasso in Corea del Nord si rivelasse per quello che è: un despota paranoico e inaffidabile. Il principale problema dell'accordo sta proprio nel concedere nuovamente al peggior regime del pianeta l'opportunità di farla franca e di tenere il mondo in scacco. Quando tratti un criminale come un interlocutore rispettabile automaticamente ti esponi al rischio di diventarne ostaggio. C'è da sperare che a Washington lo abbiano calcolato e che non siano arrivati a determinate conclusioni solo per mancanza di alternative. Dietro la questione nucleare resta il dramma di un'intera nazione imprigionata ed affamata. I prossimi avvenimenti ci diranno quanto i ventidue milioni di nordcoreani fossero presenti al tavolo dei negoziati.
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L'incredibile e triste storia del candido padre Benjamin. Raccontata dall'ottimo No Way. Alla fine la verità sui volenterosi supporters del dittatore sta venendo a galla in tutto il suo squallore.
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mercoledì, settembre 14, 2005
Il sonno della compassione (reloaded). Il Buroggu risponde ad un nostro recente post sul Ruanda citando un articolo di Sandro Magister in cui si difende padre Guy Theunis dalle gravi accuse formulate contro di lui. Ovviamente noi ci eravamo limitati a riprendere la notizia corredandola con un commento sull'ambiguo ruolo giocato dalla Chiesa nel genocidio ruandese. Del caso Theunis si sta occupando anche la diplomazia e la stessa Human Rights Watch dichiara che non vi sono prove consistenti a carico del religioso. E' quindi probabile che Theunis sia vittima di un errore giudiziario. Da qui a dedurne che il comportamento della Chiesa cattolica in occasione dei massacri del 1994 sia stato irreprensibile, ce ne passa. Sono molte le testimonianze che indicano il contrario, in alcuni casi supportate da sentenze dei tribunali. Il Buroggu fa benissimo a chiarire la vicenda del sacerdote belga ma non si capisce bene in cosa consista questo «piano volto a stroncare ogni versione del genocidio che sia diversa da quella ufficiale». Nessuno sostiene che la Chiesa sia stata artefice del genocidio dei tutsi (almeno qui non ci si sognerebbe mai di dire qualcosa del genere), semplicemente si fa notare che in determinate circostanze si sono verificati episodi di complicità da parte di suoi rappresentanti. Mele marce o no, non è una bella storia.
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Il discorso e le colonne infami. Bush sta parlando all'ONU e sta ribadendo concetti piuttosto importanti. Notare il tono del dispaccio d'agenzia che tutti i principali quotidiani del mondo riprendono.
P.S. Qui invece il testo completo. Estratti:

The lesson is clear: There can be no safety in looking away, or seeking the quiet life by ignoring the hardship and oppression of others.

We must defeat the terrorists on the battlefield, and we must also defeat them in the battle of ideas. We must change the conditions that allow terrorists to flourish and recruit, by spreading the hope of freedom to millions who've never known it. We must help raise up the failing states and stagnant societies that provide fertile ground for the terrorists. We must defend and extend a vision of human dignity, and opportunity, and prosperity -- a vision far stronger than the dark appeal of resentment and murder.

Democracy takes different forms in different cultures, yet all free societies have certain things in common. Democratic nations uphold the rule of law, impose limits on the power of the state, treat women and minorities as full citizens. Democratic nations protect private property, free speech and religious expression. Democratic nations grow in strength because they reward and respect the creative gifts of their people. And democratic nations contribute to peace and stability because they seek national greatness in the achievements of their citizens, not the conquest of their neighbors.
For these reasons, the whole world has a vital interest in the success of a free Iraq -- and no civilized nation has an interest in seeing a new terror state emerge in that country.

Il passaggio-chiave sul commercio internazionale e l'eliminazione delle barriere:

We need to give the citizens of the poorest nations the same ability to access the world economy that the people of wealthy nations have, so they can offer their goods and talents on the world market alongside everyone else. We need to ensure that they have the same opportunities to pursue their dreams, provide for their families, and live lives of dignity and self-reliance.
And the greatest obstacles to achieving these goals are the tariffs and subsidies and barriers that isolate people of developing nations from the great opportunities of the 21st century. Today, I reiterate the challenge I have made before: We must work together in the Doha negotiations to eliminate agricultural subsidies that distort trade and stunt development, and to eliminate tariffs and other barriers to open markets for farmers around the world. Today I broaden the challenge by making this pledge: The United States is ready to eliminate all tariffs, subsidies and other barriers to free flow of goods and services as other nations do the same. This is key to overcoming poverty in the world's poorest nations. It's essential we promote prosperity and opportunity for all nations.

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Iraq oggi. La barbarie:

A suicide bomber lured a crowd of Shi'ite Muslim day laborers to his minivan and blew it up in Baghdad on Wednesday, killing 114 people in the bloodiest of a wave of attacks which killed more than 150 across the capital.
The bomber drew the men to his vehicle with promises of work before detonating the bomb, which contained up to 500 pounds (220 kg) of explosives, an Interior Ministry source said.


La risposta:

A public opinion poll conducted by the Iraqi Center for Development and International Dialogue concerning the constitutional process and the next elections showed that 88 percent of polled Iraqis intended to participate in the referendum on the proposed permanent constitution. The poll also showed that 6 percent of them have not decided whether to participate in the referendum or not and 5 percent did not wish to participate. While 30 percent of the sampled Iraqi citizens supported the establishment of a federal system, 84 percent expressed their support for women's rights.

Vincerà la dignità umana. Vincerà la civiltà.
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A ciascuno il suo/4. Fausto Carioti (bravissimo) sull'ultima manipolazione giornalistica delle parole di Bush.
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Che giocatore. A volte sembra di rivedere lui.
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martedì, settembre 13, 2005
Bloggers for Equity. C'è chi ha pensato di fare di Internet uno strumento di beneficenza a favore delle organizzazioni umanitarie. Qui si spiega come funziona, quali sono gli obiettivi, a chi è destinato. Come noto qui si hanno forti riserve (eufemismo) su alcune delle ONG aderenti e si pensa che sia molto difficile che una simile iniziativa non rimanga impantanata nelle sabbie mobili della retorica anti- e del politically correct. Tuttavia, a beneficio di chi ci crede e di chi vuole partecipare, ci sembra giusto dedicare questo spazio all'impegno dei fondatori. Auguri e prudenza.
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Il blog allo stato puro. Arthur Chrenkoff chiude. Non è vero che nessuno è indispensabile.
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Non ce la fanno. In attesa che arrivi Zapatero a mettere tutti d'accordo con l'Alleanza di Civiltà (è pazzesco, ne parlerà anche domani), ecco come ci si prepara al sessantesimo anniversario nelle stanze del Palazzo di Vetro. Nemmeno agenzie condiscendenti come la Reuters riescono a nascondere il disagio che il susseguirsi di riunioni, redazioni, modifiche ed eufemismi vari trasmette all'osservatore minimamente consapevole. Questa è ormai una farsa senza via d'uscita. Meglio, con una sola: l'azzeramento e la rifondazione. Se non vi basta la Reuters beccatevi Mecacci.
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Segreti di stato. Ecco alcune materie (tra le tante) sulle quali in Cina è vietato diffondere dati pena la galera:

- Numero di morti o feriti in guerra dal 1949
- Strategie di utilizzo e sviluppo dei terreni edificabili
- Rapporti sulla qualità dell'ambiente
- Rapporti sull'impatto ambientale delle politiche industriali
- Statistiche sugli incidenti sul lavoro
- Statistiche sulla disoccupazione e la povertà
- Statistiche su scioperi e proteste sul lavoro
- Informazioni sul lavoro nero


Da ieri invece non ti buttano più in cella se parli del numero di vittime dei disastri naturali.
Che sollievo.
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Train de mort. Se volete vedere come sono fatti i tibetani è meglio che facciate in fretta.
P.S. A margine, interessanti le dichiarazioni del Dalai Lama su Afghanistan e Iraq. Il Dalai Lama è un nonviolento, non un pacifista.
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lunedì, settembre 12, 2005
Pobre España. Sembra proprio che l'amico di Pannella si trovi bene con gli incappucciati. Valeva la pena rompere il patto antiterrorista, sputare in faccia alle vittime e ai loro famigliari per poter annunciare una bella tregua (tregua!) da festeggiare al cenone di Natale. Zapatero è fatto così: o scappa o negozia, ce l'ha nel sangue. L'importante è che i terroristi siano coscienti di non avere nemici, solo interlocutori. L'importante è che questo campione delle libertà possa farsi la foto con gli stragisti e venderci l'ennesima resa come la conquista della pace civile.
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Com'erano andati i dibattiti? Koizumi non ha vinto. Ha stravinto, confermando la buona sorte elettorale degli alleati di Bush. Ovunque chi ha sostenuto la guerra contro baffone è stato rieletto. Ovunque ad eccezione di un paese che non diremo.
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Dove eravate. Adesso fanno i furbi ma fino a due anni fa chiedevano a gran voce la fine di Saddam con ogni mezzo: Robert Kagan non ha dimenticato.
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Le colonne infami. Oggi la carrellata sul giornalismo dell'odio ci porta in Germania (grazie a Medienkritik). Purtroppo non è ragionevolmente sperabile che l'elezione di Angela Merkel possa cambiare qualcosa in questo senso. Aznar governò otto anni senza riuscire nemmeno a scalfire l'egemonia ideologica della sinistra.
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Lifting. Bello il nuovo Guardian. Adesso rimangono da cambiare i contenuti e poi siamo a posto.
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Radicalmente confusi. Dopo i radicali (a cui oggi Federico Punzi risponde) arriva il Riformista a mettere insieme l'impossibile pur di inventarsi la sinistra possibile. Operazione destinata al fallimento date le premesse erronee sulle quali si basa. Ma soprattutto operazione sleale nei confronti dei lettori (ed elettori) meno accorti. Blair, Schroeder e Zapatero? Pari sono. Con buona pace di chi aveva capito il contrario. E così scopriamo che bambi in Spagna sta addirittura conducendo una battaglia per la qualità della democrazia e sta convocando e strutturando una pubblica opinione laica. Dobbiamo esserci persi qualcosa.
P.S. A parte l'approvazione della legge sul matrimonio gay (e facendo finta per un momento che rientri nella categoria) si può sapere quali libertà civili sono state oggetto dell'azione di governo di Zapatero? Così, giusto per capire di cosa si sta parlando.
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Differenze. Gli israeliani completano il ritiro da Gaza. Ma il momento tanto atteso dai palestinesi (così almeno raccontavano le cronache) si trasforma nell'occasione per il saccheggio e l'incendio delle sinagoghe abbandonate. La differenza fra uno stato di diritto e un'altra cosa si vede anche da dettagli come questi. Siamo coscienti che nell'epoca degli undici settembre antiamericani e delle oscene adunate domenicali in terre francescane questo elementare concetto possa risultare eversivo. Ma, come sempre, correremo il rischio. Meglio eversivi che imbecilli.
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domenica, settembre 11, 2005
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venerdì, settembre 09, 2005
A ciascuno il suo/3. Charles Krauthammer andrebbe letto sempre. Magari accompagnato da questo: New Orleans tra miti e realtà. Già, quante belle storie rovinate dalla realtà...
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giovedì, settembre 08, 2005
Il sonno della compassione. Uno degli aspetti più sordidi nella vicenda del genocidio ruandese fu certamente la partecipazione di alcuni religiosi ai massacri. La storia di Suor Gertrude e Suor Maria Kisito è forse la più nota ma ce ne sono molte altre. Oggi arriva la notizia dell'arresto di un prete belga per incitamento al genocidio. Purtroppo la teoria delle mele marce non regge in quel contesto. Dio è morto un mucchio di volte in quei tre mesi di follia.
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Chi vince e chi perde in Iraq. Belmont Club lo spiega in poche frasi.
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I piedi d'argilla. Questo è il documento la cui diffusione è costata 10 anni di galera a Shi Tao. Quando si parla di Cina come nazione emergente non bisognerebbe mai dimenticare a quale livello di paranoia può giungere una classe dirigente consapevole della propria illegittimità e in preda al panico. La Cina emergerà solo quando sarà libera.
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Confusione. Certo che quando i radicali parlano di Zapatero c'è da mettersi le mani nei capelli.
P.S. L'autore del pezzo non ha colpe.
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mercoledì, settembre 07, 2005
Requiem per le Nazioni Unite. C'è voluto il rapporto Volcker ma forse ci siamo. Una delle organizzazioni che più hanno contribuito ad allontanare la pace e la democrazia sul pianeta è arrivata al capolinea, almeno nella forma in cui la conosciamo. L'ha capito anche Annan che si appresta a celebrare una delle più meste sessioni della storia mentre lotta per la propria sopravvivenza politica. E' giusto che l'ONU abbia toccato il fondo proprio con questo segretario generale il cui principale lascito alla storia dell'umanità rimarrà l'approvazione tacita del genocidio ruandese che gli valse la promozione ai vertici. E' giusto che la triste parabola del più corrotto e osannato carrozzone burocratico mai concepito avvenga proprio nel momento in cui i semi della democratizzazione del medioriente stanno dando i primi frutti. Da una parte popoli in cerca del riscatto assaporano spazi di libertà e responsabilità, dall'altra un Palazzo di Vetro garante dell'immobilismo e delle prerogative dei despoti barcolla sul viale di un tramonto che sembrava non arrivare mai.
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Complici. Yahoo e i pechinesi. Brutto affare.
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Colleghi.

The U.S. government has been neglecting the poor residents of New Orleans for a long time

The U.S. government is suffering defeat after defeat, in the war in Iraq, in the fight with the aftermath of Hurricane Katrina


Repubblica in inglese? No, la radio nordcoreana.

People have reason to feel disgusting: when Indonesia was hit by tsunami last year, everybody lent a helping hand and nobody looted. But now this happed in the United States, showing people another side of this "civilized country".
In fact, it revealed fragility of the American society, as well as despair and disorder in a state of anarchy. Katrina swept away not only people's homes, but their dignity. Just as German weekly Der Spiegel pointed out, the scene of carnage in hurricane-affected areas, which can only been seen in some backward African countries in the past, disgraced the United States before the entire world.

For the Bush administration, "unexpected" perhaps can be a lame excuse, but it can never explain away the government negligence of duty.

In the face of the hurricane, Americans accepted the challenge but failed to beat it off. This is really a shame on the United States.


El Periódico de Catalunya? No, il quotidiano officiale del Partito Comunista Cinese.

Complimenti.
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martedì, settembre 06, 2005
Fra un po' finisce. Il disastro Schroeder analizzato da Martin Kettle sul... Guardian. Verdetto impietoso per un capo di governo in scadenza: nulla da offrire alla Germania e all'Europa. Speriamo in Angela.
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A ciascuno il suo/2. Fare valere le proprie ragioni, si diceva. Dal Washington Times (via Hispalibertas):

State and local officials did not inform top federal officials early on of the deaths and lack of food among hurricane victims in the Superdome or convention center, Homeland Security Secretary Michael Chertoff said yesterday.
Mr. Chertoff said neither he nor Federal Emergency Management Agency chief Michael Brown was told of the deteriorating situation in New Orleans until Thursday night.
"This is clearly something that was disturbing. It was disturbing to me when I learned about it, which came as a surprise. You know, the very day that this emerged in the press, I was on a video conference with all the officials, including state and local officials. And nobody, none of the state and local officials or anybody else was talking about a convention center," Mr. Chertoff told CNN. "The original plan, as I understand it, was to have the Superdome be the place of refuge, of last resort. Apparently, sometime on Wednesday, people started to go to the convention center spontaneously," he said.


Strano che questa non l'abbiamo letta da nessuna parte. Eppure arriva da un rappresentante delle Nazioni Unite, ovvero il tempio della saggezza planetaria per eccellenza (via Barcepundit che sta facendo un lavoro di raccolta straordinario):

El huracán 'Katrina' pasará a la historia como uno de los desastres naturales más destructivos jamás vistos, mucho peor que el tsunami del pasado 26 de diciembre en el sureste asiático, según señaló el miércoles el coordinador de ayuda de emergencia de la ONU, Jan Egeland.
Sin embargo una buena preparación y una rápida evacuación hicieron que muchas menos personas murieran en la costa del Golfo de México, respecto a las 180.000 que fallecieron en 11 países tras los tsunamis del 26 de diciembre, aseguró Egeland.
"Este es uno de los desastres naturales más destructivos de la historia, medido en términos de las casas destruidas, la población afectada, la gente desplazada", agregó el responsable de Naciones Unidas, y alabó "los esfuerzos muy efectivos estadounidenses para advertir a la población sobre el peligro inminente y la muy exitosa evacuación".


C'è bisogno di traduzione per repubblichine, corrierini e compagnia circense?
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Post peloso. A sinistra il denaro continua a puzzare, soprattutto se arriva dalle mani sbagliate. La prossima volta non donate niente così i regressisti potranno attaccarvi per la vostra avarizia di capitalisti.
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